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		<title>ACI: l&#8217;auto costa agli italiani 165 miliardi di euro</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ACI Parma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’automobile costa alle famiglie italiane 164.803.420.000 euro. Lo rileva l’Annuario Statistico dell’Automobile Club d’Italia, pubblicato su www.aci.it, che evidenzia come la spesa nel 2010 sia cresciuta dell’1% rispetto al 2009. In aumento soprattutto le spese per i pedaggi autostradali (+7,7% per un totale di 4,38 miliardi di euro), l’rc auto (+4,2% e 15,65 miliardi €) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=405&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’automobile costa alle famiglie italiane 164.803.420.000 euro</strong>. Lo rileva l’Annuario Statistico dell’Automobile Club d’Italia, pubblicato su <a href="http://www.aci.it/">www.aci.it</a>, che evidenzia come la spesa nel 2010 sia cresciuta dell’<strong>1%</strong> rispetto al 2009. In aumento soprattutto le spese per i <strong>pedaggi autostradali</strong> (+7,7% per un totale di 4,38 miliardi di euro), l’<strong>rc auto</strong> (+4,2% e 15,65 miliardi €) e il <strong>carburante</strong> (+3,42% e 41,4 miliardi €). Cresce anche il <strong>gettito fiscale</strong> derivante dai trasporti: +0,89% per un totale di 57,7 miliardi di euro.<span id="more-405"></span></p>
<p>“I dati spezzano l’illusione del 2009 – ha dichiarato il <strong>presidente dell’ACI, Enrico Gelpi</strong> – quando la spesa è scesa per la prima volta dopo 19 anni: nel 2010 siamo tornati infatti a spendere di più per l’acquisto e l’utilizzo della nostra vettura, che diventa sempre più cara. Chiediamo almeno una migliore mobilità con l’ammodernamento della <strong>rete viaria</strong>, una maggiore <strong>sicurezza</strong> <strong>stradale</strong>, nuove <strong>infrastrutture</strong> e un più efficiente <strong>trasporto pubblico</strong>”.</p>
<p>“Non è più possibile penalizzare la mobilità privata – ha aggiunto Gelpi – e bisogna comunque contenere il prezzo della benzina, delle assicurazioni e il carico fiscale, perché gli attuali trend saranno difficilmente sopportati. Lo dimostra la spesa per il carburante, cresciuta nel 2010 solo del 3,42% a fronte di un prezzo alla pompa salito del 10,6% per la <strong>benzina</strong>, 12,4% per il <strong>gasolio</strong> e addirittura 17,5% per il <strong>gpl</strong>. Uno stile di guida più risparmioso e la riduzione della percorrenza non possono però fare miracoli in eterno”.</p>
<p>L’Annuario Statistico dell’ACI evidenzia come cresca anche il numero delle auto circolanti (<strong>+380.000 vetture</strong> nel 2010, per un totale di <strong>36.751.311</strong> unità): le 1.972.070 nuove immatricolazioni, seppure in calo rispetto all’anno precedente, sono state comunque maggiori delle 1.667.654 radiazioni. Il <strong>39% delle vetture ha più di 10 anni di vita</strong> e le <strong>Euro0</strong> non catalizzate sono ancora il <strong>12,5%</strong> del totale circolante.</p>
<p>In <strong>Campania</strong> (e più in generale in tutto il <strong>Mezzogiorno</strong>) l’aumento più consistente del parco auto negli ultimi venti anni (<strong>+74%</strong>), mentre la <strong>Liguria</strong> fa registrare appena il +3%. Rispetto alla popolazione, il numero delle auto circolanti in Italia è uno dei più alti al mondo: 608 vetture ogni 1000 abitanti.</p>
<p>L’aumento delle auto si attenua comunque nelle grandi città: negli 8 maggiori Comuni della Penisola (<strong>Torino</strong>, <strong>Milano</strong>, <strong>Genova</strong>, <strong>Bologna</strong>, <strong>Firenze</strong>, <strong>Roma</strong>, <strong>Napoli</strong> e <strong>Palermo</strong>) nel 1985 circolava il 18% delle auto italiane e oggi appena il 13%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aciparma.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aciparma.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/aciparma.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/aciparma.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/aciparma.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/aciparma.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/aciparma.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/aciparma.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/aciparma.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/aciparma.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/aciparma.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/aciparma.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/aciparma.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/aciparma.wordpress.com/405/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=405&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Incidenti stradali: l&#8217;Italia non raggiunge l&#8217;obiettivo UE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 06:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ACI Parma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2010 si sono verificati sulle strade italiane 207.000 incidenti stradali (-3,9%, rispetto al 2009), con 3.998 morti (-5,6%) e 296.000 feriti (-3,7%). Con questi numeri l’Italia non raggiunge l’obiettivo UE del dimezzamento del numero dei morti sulle strade nel 2010 rispetto ai dati 2001, fermandosi a -44% nel decennio 2001-2010 malgrado lo straordinario risultato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=396&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2010 si sono verificati sulle strade italiane<strong> 207.000 incidenti stradali</strong> (-3,9%, rispetto al 2009), <strong>con 3.998 morti</strong> (-5,6%) e<strong> 296.000 feriti </strong>(-3,7%). Con questi numeri l’Italia <strong>non raggiunge l’obiettivo UE</strong> del dimezzamento del numero dei morti sulle strade nel 2010 rispetto ai dati 2001, fermandosi a <strong>-44% nel decennio 2001-2010</strong> malgrado lo straordinario risultato del 2009 (-10,3% in un solo anno). Il nostro Paese si piazza così al <strong>13mo posto</strong> tra i 27 Paesi dell’Unione, con una riduzione di poco superiore alla media europea (43%).<span id="more-396"></span></p>
<p>E’ quanto si ricava dalle stime sull’incidentalità stradale italiana nel 2010, anticipate oggi da <strong>ACI</strong> e <strong>Istat</strong>, sulla base dei verbali delle Forze dell’Ordine..</p>
<p>E’ diminuito anche l’indice di mortalità, (rapporto tra numero morti e numero degli incidenti, moltiplicato 100): 1,9 nel 2010  rispetto al 2,0 del 2009.</p>
<p>“Anche se non è stato centrato l’obiettivo UE – dichiara il <strong>presidente dell’ACI, Enrico Gelpi </strong>– sono state comunque<strong> salvate 14.600 vite umane sulle strade italiane </strong>e<strong> risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali</strong>. Un risultato importante, frutto dell’impegno del Governo, del Parlamento, delle Forze dell’Ordine e di tutta la filiera della sicurezza stradale, che trova nel conducente la sua componente più essenziale. Dieci anni fa l’idea di ridurre del 50% i morti sulle strade sembrava pura utopia, ma oggi i dati dimostrano quanto sia un obiettivo raggiungibile. Non bisogna ora abbassare la guardia e investire sempre di più in formazione ed infrastrutture, consapevoli che 1 euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 in risparmio di spesa sociale e che è possibile evitare 1 incidente mortale su 3 con investimenti finalizzati alla sicurezza”.</p>
<p>“Per la prima volta l’Istat, a distanza di pochi mesi dalla chiusura ufficiale della rilevazione sugli incidenti stradali &#8211; <strong>afferma Enrico Giovannini, presidente dell’Istat </strong>- diffonde un’anticipazione delle stime sul numero di incidenti, morti e feriti sulle strade avvenuti nel corso del 2010. Questo è un primo concreto risultato dello sforzo in atto per fornire, anche per questo fenomeno, informazioni di qualità sempre più tempestive a supporto dei decisori pubblici e della collettività. Proprio allo scopo di migliorare le statistiche sull’incidentalità stradale l’Istat ha stipulato lo scorso marzo un Protocollo di intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, le Regioni e Province autonome, l’Unione delle Province e l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia: grazie a questa rafforzata collaborazione interistituzionale sarà possibile fornire un quadro conoscitivo sempre più aggiornato ed esaustivo.&#8221;</p>
<p><strong>Otto i Paesi europei che hanno centrano l’obiettivo UE</strong>: <strong>Lettonia</strong> ed <strong>Estonia</strong> (-61%), <strong>Lituania</strong> (-58%), <strong>Spagna</strong> (-55%), <strong>Lussemburgo</strong> (-54%), <strong>Francia</strong> (-51%), <strong>Slovenia</strong> e <strong>Svezia</strong> (-50%). Il <strong>Portogallo</strong> lo ha sfiorato, fermandosi al -49.4%. Oltre all’<strong>Italia</strong>, hanno ottenuto una riduzione superiore alla media europea, <strong>Irlanda</strong> (-48%), <strong>Germania</strong> (-48%), <strong>Regno Unito</strong> (-46%) e <strong>Slovacchia</strong> (-44%).</p>
<p>Nel decennio 2001-2010 sulle strade d’<strong>Europa</strong> si sono registrati <strong>102mila morti in meno </strong>rispetto a quelli che ci sarebbero stati se i valori del 2001 si fossero mantenuti costanti, con un risparmio complessivo dei costi sociali di 176 miliardi di euro.</p>
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		<title>Disturbi respiratori e incidenti stradali</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 06:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ACI Parma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza stradale]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre 800 automobilisti muoiono ogni anno sulle strade italiane per distrazione, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e scarsa reazione agli imprevisti durante la guida. Molte di queste cause sono indotte dalla Sindrome delle apnee nel sonno (OSAS), caratterizzata da ricorrenti episodi di ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno che compromettono il riposo notturno a scapito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=393&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre <strong>800 automobilisti</strong> muoiono ogni anno sulle strade italiane per distrazione, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e scarsa reazione agli imprevisti durante la guida. Molte di queste cause sono indotte dalla <strong>Sindrome delle apnee nel sonno</strong> (OSAS), caratterizzata da ricorrenti episodi di ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno che compromettono il riposo notturno a scapito della capacità di attenzione durante la veglia. Ne sono affetti <strong>1.600.000 italiani</strong>, ma solo il <strong>10%</strong> di questi lo sa e si cura in modo appropriato. Gli automobilisti che soffrono di questa sindrome corrono un <strong>rischio fino a 7 volte maggiore </strong>di provocare un incidente stradale.<span id="more-393"></span></p>
<p>I dati sono stati illustrati oggi alla Camera dei Deputati dall’<strong>Automobile Club d’Italia</strong> e dalla <strong>Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi</strong> nel convegno “<em>Disturbi respiratori ed incidenti stradali: le apnee nel sonno. Situazione attuale e prospettive future</em>”. Ai lavori ha partecipato anche il <strong>Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera</strong> <strong>dei Deputati</strong>, on. Mario Valducci.</p>
<p>L’evento rientra tra le attività a sostegno del <strong>Decennio di iniziative indetto dall’ONU per la sicurezza stradale</strong>, per il quale l’Automobile Club d’Italia figura come capofila nel nostro Paese d’intesa con il Governo e il Parlamento, nell’ambito del sempre più ampio impegno dell’ACI per il Sociale.</p>
<p>Si stima che in Italia il <strong>4% degli uomini</strong> e il <strong>2% delle donne</strong> soffrano della sindrome delle apnee nel sonno, ma la percentuale sale <strong>fino al 20% tra gli autotrasportatori</strong> per il loro stile di vita più sedentario. Oltre ad influire negativamente sui livelli di attenzione, la malattia allunga i tempi di reazione: a 130 km/h i conducenti affetti da OSAS percorrono <strong>22 metri</strong> in più rispetto agli altri prima di frenare o impostare una manovra correttiva; a 40 km/h la differenza è di <strong>9 metri</strong>.</p>
<p>Solo in <strong>10 Paesi europei</strong> (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Ungheria) la sindrome delle apnee nel sonno e altre sintomatologie respiratorie sono citate nella valutazione della idoneità alla guida. In <strong>Italia</strong> manca ancora una norma che disciplini il rilascio e il rinnovo della patente agli affetti di OSAS, soprattutto per gli autisti professionisti, e non c’è l’obbligo di segnalare tali patologie a un’autorità competente. La legge non chiarisce nemmeno il corretto <strong>comportamento degli operatori sanitari</strong> che devono assolvere il dovere di tutela della privacy dei pazienti ma anche il ruolo di tutela della salute pubblica.</p>
<p>“Le differenze normative anche sulle patologie invalidanti per la guida – ha dichiarato il <strong>presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi</strong> – dimostrano come in Europa si circoli liberamente ma con regole troppo diverse che generano pericolo sulla rete stradale e squilibrio nel tessuto sociale. Come più volte ribadito dall’ACI, un <strong>Codice della Strada europeo</strong> risolverebbe il problema fornendo lo stesso sistema di riferimento e di comportamento ai conducenti e alle autorità competenti”.</p>
<p>“L’<strong>OSAS si cura</strong> con la pressione positiva continua nelle vie aeree – ha affermato il <strong>past president della</strong> <strong>FIMPST, on. </strong><strong>Nené Mangiacavallo</strong> – in grado di eliminare le apnee e migliorare il riposo notturno. Per essere curata deve però essere prima individuata con accertamenti ai quali ci si deve sottoporre <strong>spontaneamente</strong>. Eventuali approcci coercitivi, soprattutto nella segnalazione della patologia all’autorità competente al rilascio e al rinnovo della patente di guida, allontanerebbero il paziente dalle strutture di diagnosi e di cura. I nodi urgenti da sciogliere sono: la <strong>salvaguardia della privacy,</strong>  la definizione di un <strong>protocollo di comportamento per il personale medico</strong>  <strong>ed il coinvolgimento</strong> <strong>del Parlamento Europeo e della Commissione Europea </strong>per l’emanazione di una direttiva che regolamenti la questione in maniera uniforme nei Paesi membri.”</p>
<p>“Se usata nel modo sbagliato, l’auto rischia di essere un’arma carica – ha dichiarato il <strong>presidente della IX Commissione Trasporti della Camera, on. Mario Valducci</strong> – pronta a far male a se stessi e agli altri. Ciò può accadere in modo più o meno volontario, come in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, oppure in maniera del tutto involontaria, come nel caso di OSAS. E’ assolutamente necessaria una migliore conoscenza di questa patologia spesso sottovalutata. La sicurezza, soprattutto per gli autisti professionisti, passa attraverso questa consapevolezza: solo così potremo contare su un’efficace attività di controllo sanitario mirata limitare il rischio degli automobilisti affetti da OSAS, pericolosi per sé e per gli altri”.</p>
<p>I lavori del convegno hanno tracciato le seguenti <strong>linee guida per la riduzione degli incidenti</strong> dovuti a sonnolenza e distrazione imputabile a disturbi respiratori:</p>
<p>Þ     Studiare una <strong>campagna di informazione e prevenzione</strong> che favorisca il coinvolgimento spontaneo degli utenti, finalizzata all’accertamento e alla cura delle patologie.</p>
<p>Þ     Definire <strong>tempi certi e brevi tra la diagnosi e il trattamento</strong>, che corrispondano a un periodo di sospensione dalla guida. <strong>Per gli autisti professionisti</strong> andranno poi attivati gli opportuni ammortizzatori sociali.</p>
<p>Þ     Prevedere una <strong>componente sanzionatoria</strong> solo per chi nasconde la propria patologia già accertata da una struttura sanitaria.</p>
<p>Þ     Evitare estemporanee iniziative locali disgiunte da un <strong>piano nazionale</strong>, che creerebbero discriminazioni sociali e comprometterebbero l’efficacia dell’intero sistema.</p>
<p>Ogni azione finalizzata ad incrementare la sicurezza stradale non pesa sul bilancio dello Stato perché i ritorni sono sempre maggiori degli investimenti: ogni euro speso per ridurre il numero dei sinistri, dei morti e dei feriti sulle strade genera un risparmio di 20 euro in costi sociali e sanitari. L’incidentalità stradale presenta sempre un conto salatissimo: solo in Italia i costi sociali superano ogni anno i 30 milioni di euro.</p>
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		<title>Le stazioni di rifornimento sotto la lente dell’ACI</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 10:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ACI Parma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le stazioni di rifornimento autostradali sono una tappa obbligata ma non sempre apprezzata dagli automobilisti, che lamentano spesso l’inadeguata pulizia dei servizi igienici, la scarsità di dotazioni per i disabili e prezzi non omogenei nei punti vendita. Riscuotono più consensi la sicurezza e la segnaletica delle corsie di accesso, l’organizzazione delle aree di rifornimento e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=391&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">Le stazioni di rifornimento  autostradali sono una tappa obbligata ma non sempre apprezzata dagli  automobilisti, che lamentano spesso l’inadeguata pulizia dei <strong>servizi</strong> <strong>igienici</strong>, la scarsità di dotazioni per i  <strong>disabili</strong> e <strong>prezzi</strong> non omogenei nei punti vendita.  Riscuotono più consensi la <strong>sicurezza</strong> e la <strong>segnaletica</strong> delle corsie di accesso,  l’organizzazione delle aree di rifornimento e l’ampia gamma di prodotti negli  <strong>shop</strong>.<br />
</span><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">E’ quanto emerge dall’<strong>indagine EuroTEST condotta dall’ACI</strong> con la  collaborazione di altri 17 Automobile Club internazionali in <strong>77 stazioni autostradali di 11 Paesi  europei</strong>. L’analisi ha riguardato gli impianti di rifornimento, i  servizi igienici e i punti vendita <strong>collegati  alle compagnie petrolifere</strong>: eventuali aree commerciali di altri  marchi non sono state oggetto di test.<span id="more-391"></span></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">I risultati non sono tutti  confortanti: <strong>nessuna stazione ha ottenuto il  massimo dei voti</strong> e <strong>sei</strong> non hanno superato l’esame. Tra queste c’è un’italiana, unica bocciata tra le 9  testate nel nostro Paese: la <em>“Piani d’Invrea  Sud</em>”<em> </em>sulla A10  Savona-Genova tra Varazze e Arenzano, in provincia di Savona, penalizzata da  bagni trovati sporchi, barriere architettoniche, market non conveniente e  sprovvisto di prodotti essenziali come il kit di primo soccorso. </span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">I cinque migliori impianti  analizzati da EuroTEST sono nell’<strong>Europa  dell’Est</strong>: due nella Repubblica Ceca, due in Slovenia e uno in  Croazia. In Italia il punteggio più alto è stato assegnato alla stazione  “<em>Paganella Est</em>” sulla A22  Verona-Brennero tra Trento e San Michele all’Adige, in provincia di Trento, per  completezza delle dotazioni di servizio agli automobilisti, accesso ai bagni  senza barriere architettoniche, segnaletica chiara in entrata e in uscita dalla  stazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">L’esame dei bagni delle 77 aree di  rifornimento è stato integrato dall’<strong>analisi  batteriologica</strong> condotta da un laboratorio specializzato, che delinea  uno scenario preoccupante:<strong> in 20 stazioni è  stata rilevata una situazione potenzialmente dannosa per la salute e in 12  addirittura nociva</strong>. <strong>Più in  generale, il 40% dei servizi igienici sono risultati sporchi</strong>. In  Italia 6 impianti su 9 sono stati bocciati sotto questo profilo. Si rischia di  più nei bagni delle donne, dove l’8% dei campioni prelevati è risultato essere  insalubre.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">Il test smentisce un detto comune  secondo cui il carburante conviene fuori dalla rete autostradale. Gli ispettori  dell’ACI e degli altri Automobile Club hanno infatti comparato i prezzi delle  stazioni esaminate con quelli praticati da altri gestori nelle aree limitrofe.  In Austria si risparmiano fino a 10 euro per un pieno di 60 litri di benzina, un  po’ meno in Francia e in Svizzera dove il costo scende del 12%. In Belgio e  Spagna lo sconto non giustifica la maggiore percorrenza per uscire  dall’autostrada. In Italia in media <strong>un terzo  dei distributori fuori dalla rete autostradale fa registrare prezzi più  alti</strong>, così come in Olanda e in Germania.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">“Quello che stupisce non è tanto la  forbice dei prezzi del carburante fuori e dentro l’autostrada – ha dichiarato il  <strong>presidente dell’ACI, Enrico Gelpi</strong> – quanto il fatto che nel 2011 vadano ancora denunciate carenze strutturali e  qualitative nella rete di assistenza ai viaggiatori. Sollecitiamo quindi i  gestori delle stazioni di servizio ad effettuare gli ormai improrogabili  interventi di ammodernamento degli impianti”.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">“La mobilità responsabile e  sostenibile si persegue anche con un’informazione puntuale e dettagliata agli  automobilisti – ha aggiunto Gelpi – e in quest’ottica stiamo per lanciare il  primo <strong>Atlante Europeo delle Strade  Sicure</strong>, che evidenzierà i punti più pericolosi della rete stradale e  tutte quelle criticità che compromettono il comfort e la sicurezza di chi si  muove”.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">L’indagine completa EuroTEST è  disponibile sul sito </span><span style="font-family:Tahoma;font-size:x-small;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.aci.it/">www.aci.it</a></span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aciparma.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aciparma.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/aciparma.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/aciparma.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/aciparma.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/aciparma.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/aciparma.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/aciparma.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/aciparma.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/aciparma.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/aciparma.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/aciparma.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/aciparma.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/aciparma.wordpress.com/391/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=391&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ACI: continua a febbraio il trand positivo per l&#8217;usato delle quattro e due ruote</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 14:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ACI Parma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A febbraio 2011 si conferma il segno positivo per il mercato dell’usato. I passaggi di proprietà delle quattro ruote, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, hanno fatto registrare +2,9%, le due ruote +15,2%. Per ogni 100 auto nuove ne sono state vendute 159 usate a febbraio e 149 nel primo bimestre. I dati sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=388&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A febbraio 2011 si conferma il <strong>segno positivo</strong> per il <strong>mercato dell’usato. </strong>I<strong> passaggi di proprietà </strong>delle <strong>quattro ruote, </strong>rispetto allo stesso periodo dello scorso anno,<strong> </strong>hanno fatto<strong> </strong>registrare<strong> +2,9%</strong>, le <strong>due ruote +15,2%</strong>. Per <strong>ogni 100 auto nuove</strong> ne sono state <strong>vendute 159 usate a febbraio e 149 nel primo bimestre.<span id="more-388"></span></strong></p>
<p>I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “<strong>Auto-Trend</strong>”, l’analisi statistica <strong>dell’Automobile Club d’Italia</strong> sui <strong>dati</strong> del <strong>PRA</strong>, consultabile sul sito <strong>www.aci.it</strong></p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>radiazioni</strong> delle quattro ruote continua il <strong>segno meno per l’undicesimo mese consecutivo</strong>. Le <strong>auto eliminate</strong> dalla circolazione a febbraio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono state <strong>120.439</strong> (<strong>-29,7%), segno positivo, viceversa, per </strong>le<strong> moto 10.761 (+9,3%)</strong>. Ogni <strong>100 autovetture nuove</strong> ne sono state <strong>radiate 79 a febbraio e 81 nei primi due mesi dell’anno.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aciparma.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aciparma.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/aciparma.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/aciparma.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/aciparma.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/aciparma.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/aciparma.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/aciparma.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/aciparma.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/aciparma.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/aciparma.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/aciparma.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/aciparma.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/aciparma.wordpress.com/388/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aciparma.wordpress.com&amp;blog=4250476&amp;post=388&amp;subd=aciparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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